MIRELLA

RESPONSABILE PROGETTI ALIMENTAZIONE
Specializazione Clinica
PSICOTERAPIA DELL'ALIMENTAZIONE E DELL'IMMAGINE CORPOREA
Psicologa Clinica

PSICOLOGIA CLINICA

DI COSA MI OCCUPO:

Frequentemente ai primi colloqui, le persone mi chiedono se i loro problemi “ sono importanti  o meritevoli di attenzione”. Io rispondo sempre sottolineando che tutto quello che procura una sofferenza emotiva, che permane costante nel tempo e nell’intensità, che crea l’insorgere di uno stato d’animo invalidante che compromette la qualità di vita della persona, è meritevole di attenzione. 

Mi occupo da anni di problemi legati a una difficile relazione tra sé e il cibo; un rapporto complicato con il cibo veicola intensi vissuti dolorosi legati alla propria immagine corporea e al proprio valore personale. I disturbi del comportamento alimentare fanno riferimento a quell’insieme di patologie caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo, che colpiscono sia il sesso maschile che quello femminile; tale rapporto può essere restrittivo o discontrollato sulla tipologia e quantità di cibo assunto ed è accompagnato da una eccessiva preoccupazione per il peso e le forme del corpo. Spesso ci sono dei preziosi segnali di allarme (quali un cambiamento nella routine dei propri comportamenti e del proprio umore quando si pensa al cibo) che vanno accolti. Alcune persone possono ricorre ad alcuni comportamenti disfunzionali ma questo non significa necessariamente che soffrano di un disturbo alimentare ma beneficiare del supporto psicologico può rappresentare l’unico modo per superarli.

Da anni accolgo e sostegno la sofferenza di chi si sente inadeguato e inadatto e che non sa come uscire da questa frustrazione continua che limita in molti casi i rapporti famigliari e affettivi.  Il rischio di trascurare questi vissuti è non rendersi conto di avere bisogno di un aiuto e di rendere queste condizioni di disagio, continue, durature e intense.  Alcune situazioni sociali prima ritenute prima molto semplici, diventano impossibili da affrontare, come uscire fuori una sera o andare al mare senza sentire gli occhi giudicanti delle persone. 

 Mi occupo anche di situazione traumatiche a vario titolo. Il trauma letteralmente è la “ ferita dell’anima”, un evento negativo che segna in modo più o meno intenso. Tutti abbiamo subito un trauma, grande o piccolo, che sia un insuccesso al lavoro, la fine di una relazione, un lutto o un incidente. Il trauma rappresenta una rottura nell’equilibrio delle persone, li rende fragili, vulnerabili e bisognosi di aiuto per ritrovare le risorse necessarie per un nuovo equilibrio. Non tutti reagiscono allo stesso modo; spesso il trauma tende a risolversi da solo, attre volte è necessario un aiuto specialistico per lavorare l’accaduto e ricollocarlo in modo corretto nella propria esperienza di vita.  Il trauma infatti, comporta stati intensi di ansia o depressione che vanno accolti e curati, per liberarsi dalle parole e dalle emozioni negative concomitanti. 


IN CHE MODO:

Freud ( 1915) asserisce che “La Psicoanalisi non guarisce dalla malattia, ma porta il soggetto ad un punto, in cui egli è libero di scegliere se restare ammalato o guarire”. In questa frase si racchiude il senso del mio lavoro terapeutico, vale a dire aiutare le persone a vedere insieme quello che li rende prigionieri: pensieri disfunzionali, emozioni troppo intense tali, relazione affettive soffocanti e tossiche, relazioni con le figure genitoriali difficili e tormentate. 

Il primo passaggio è la consapevolezza, l’essere aiutati da uno specialista a vedere le situazioni nella loro chiarezza e interezza. Una volta identificato il problema che rende difficoltoso il benessere della persona, ci occuperemo assieme e in accordo a trovare delle alternative valide al proprio sentire, ai propri pensieri e ai propri comportamenti. 

Il malessere non è altro che un campanello di allarme per qualcosa di più profondo e intenso da ascoltare.  

Frequentemente il lavoro terapeutico si incentra sulla capacità di gestire le emozioni, permettendo di trovare soluzioni più adatte per superarlo. Ad esempio, l’obiettivo della terapia per chi ha un rapporto non sano con il cibo, diventa quello di aiutare le persone a ritrovare un rapporto sereno con il cibo e con il proprio corpo, di riacquistare la fiducia e la stima di se stessi e di poter vivere finalmente il cibo come fonte di benessere e occasione per socializzare.

 

COME FACCIO:

Nella mia pratica professionale ho imparato che non ci sono modalità di intervento pre-confezionate. Ogni persona che incontro ha una storia diversa e delle caratteristiche di personalità diverse. Pertanto le modalità di intervento vengono stabilite di volta in volta, in base alla storia e ai vissuti della persona che ho di fronte.

Tutti gli interventi tengono necessariamente conto delle più recenti evidenze scientifiche; nella mia pratica clinica uso come strumento principe il colloquio e alcune tecniche, quali le tecniche di mindfulness (imparare ad osservare intenzionalmente osservando il momento presente, prestando  attenzione in modo completamente consapevole di cosa succede sia internamente sia esternamente) e lo strumento dell’ EMDR ( strumento terapeutico che riesce ad accedere alle informazioni immagazzinate nella memoria, a stimolare il meccanismo di elaborazione di queste informazioni e a favorirne la risoluzione).

 

COSA MI RENDE DIVERSA:

Quello che mi rende diversa nel mio lavoro è l’attenzione che rivolgo alle persone e la cura con cui mi occupo del loro disagio; ho imparato ad ascoltare oltre le parole e i silenzi. Ogni persona che entra nella stanza di analisi richiede la mia attenzione, concentrazione, memoria ma soprattutto curiosità. Le persone arrivano sofferenti e mi raccontano il loro percorso di vita e la grande confusione che li circonda. 

Il mio ascolto è sempre sensibile e non giudicante: non lascio consigli ma cerco di capire come aiutare la persona a ritrovare le proprie risorse interne per affrontare quelli che sembrano ostacoli, con nuovi strumenti e nuovi occhi.  Tutto quello che accade nella seduta è oggetto di attenzione e riflessione; la seduta non è solo la durata dell’incontro ma si riflette continuamente. 

Mi occupo da anni di queste problematiche con una forte esperienza in contesto ospedaliero, seguendo corsi di formazione e aggiornamento; le supervisioni costanti mi consentono di crescere professionalmente e di avere uno sguardo lucido, mai viziato da altri elementi interferenti. Infine il mio lavoro di terapia personale mi consente di entrare nel lavoro terapeutico ancora più in profondità. 

AREE DI INTERVENTO
  • ALIMENTAZIONE
  • AUTOSTIMA
  • TRAUMA
  • IMMAGINE CORPOREA
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TITOLI, CORSI E SPECIALIZZAZIONI

  • 2011 Laurea in Scienze e Tecniche psicologiche presso Università Vita e Salute San Raffele, Milano.  
  • 2013 Laurea specialistica in Psicologia Clinica votazione 100/110 e Lode presso l’Università Vita e Salute San Raffaele, Milano
  • 2014 Master Universitario di II livello in Psicodiagnostica e Valutazione della Personalità presso Consorzio Universitario Lumsa, Roma
  • 2017 Corso di Mindfulness-Based Stress Reduction (MBRS), Milano
  • 2018-2019 Corso di EMDR, primo e secondo livello (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), Milano

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