Dipendenza da sostanze: Eroina e Oppiacei

Da qualche anno a questa parte si sono riaccesi i riflettori sul consumo di eroina, ma in realtà questa sostanza non è mai sparita: ha cambiato aspetto.

È possibile che il messaggio che da vent’anni interessa le politiche sociali, ovvero che “tutte le droghe fanno male allo stesso modo”, sia stato frainteso soprattutto dai giovanissimi: se a me adolescente, dite che le canne fanno malissimo, ma io che fumo lo stesso non riscontro il danno che voi mi segnalate, potrò pensare che la stessa cosa vale anche per tutte le altre sostanze. In effetti, la volontà di alzare il livello di attenzione sulle droghe leggere, ha fatto sì che si abbassasse quello sulle droghe pesanti.

Diversamente rispetto al passato, oggi l’eroina viene per lo più fumata (e non iniettata, evitando lo stigma sociale dei famigerati buchi sulle braccia) e in interazione con altre sostanze.

In quanto oppiaceo ottenuto dalla morfina, la dipendenza fisica che produce è assai intensa perché l’organismo si abitua molto velocemente alla presenza della sostanza e gli “effetti piacevoli” fisici e psicologici che produce, tendono a diminuire drasticamente a ogni utilizzo di pari dosaggio. Gli effetti indotti sono più oggettivi, a differenza di altre sostanze: sensazione di estremo relax e di appagamento, effetto anestetizzante, rallentamento del pensiero e indifferenza verso il resto del mondo sono tra i principali.

La sindrome di astinenza è estremamente spiacevole, ma raramente mette in pericolo di vita. Il metadone è il più conosciuto tra gli svariati farmaci utilizzati per la cura della dipendenza da eroina e funziona piuttosto bene, ma solo se somministrato sotto il costante monitoraggio medico. Per la somministrazione, si consiglia di rivolgersi al Ser.T. territoriale di riferimento.

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