L’importanza del sesso: la sorgente che alimenta il nostro fiume sentimentale

Il bisogno del sesso (e del parlarne)

Il sesso è un bisogno, lo è per l’individuo così come sono bisogni basilari mangiare, bere, dormire; lo è per la coppia, e in particolare è uno dei 3 elementi fondanti, o sistemi motivazionali, su cui si basa la coppia (insieme ad accudimento e attaccamento).

I bisogni sono qualcosa di necessario, indispensabile al benessere: in questa prospettiva il sesso è un elemento fondamentale della vita quotidiana, eppure se ne parla ancora poco.

Per moltissimi anni, fino all’inizio del ventunesimo secolo, il sesso è stato nella nostra società un tabù, un luogo oscuro da tenere rinchiuso nelle proprie fantasie o nella camera da letto coniugale. Qualcosa di cui era sconveniente parlare, inappropriato, addirittura scandaloso! Sono moltissimi i motivi, ovviamente culturali, per cui in passato il sesso era considerato un tale tabù e non è questa la sede per approfondirli tutti. Possiamo sicuramente riflettere però sul fatto che, nonostante il tabù sia stato sdoganato, nel nostro paese si hanno ancora delle forti limitazioni e reticenze a parlare apertamente di sesso, specialmente con i più giovani che si affacciano alle prime esperienze sessuali (e che paradossalmente sono coloro che avrebbero più bisogno di parlarne!). L’educazione sessuale nelle scuole, per fare un esempio, è oggi una sorta di essere mitologico: qualcuno afferma di averlo visto ma nessuno sa fornire le prove che ciò sia vero, di sicuro è un elemento che attira il fascino di molti.

Siamo “Masters of sex”?

Grazie allo sviluppo tecnologico le fonti di informazione da cui assimiliamo notizie sugli ambiti più vari sono spesso inaspettate. Per fare un esempio capita piuttosto spesso ormai che le serie tv trattino di temi sociali o scientifici dando occasione al grande pubblico di conoscere e riflettere su informazioni di tipo scientifico o promuovendo una sensibilizzazione su determinati temi sociali. Certo, si ha sempre il filtro della narrazione da intrattenimento, ma è pur sempre un inizio. Un esempio a cui possiamo pensare è la serie tv “Masters of sex” che racconta, chiaramente in modo estremamente romanzato, la ricerca di due scienziati statunitensi, William Masters e Virginia Johnson, che negli anni ’60 fece un enorme scalpore poiché essi furono i primi a studiare il sesso in laboratorio! Sono quindi oggi effettivamente molte le persone che “grazie” a questa serie tv sanno qualcosa sul ciclo della risposta sessuale.

Ciò che la serie tv restituisce molto bene non sono tanto le informazioni scientifiche (ovviamente) quanto l’atteggiamento dell’epoca nei confronti del sesso: una estrema curiosità sia in ambito scientifico che nella quotidianità delle persone contrapposto ad un altrettanto estremo timore e scandalo a parlarne e interrogarsi. Come già detto, rispetto al passato la situazione è molto migliorata: siamo molto più “master” riguardo alla sessualità oggi rispetto che in passato, ma forse non lo siamo ancora abbastanza.

Riguardo alla sessualità siamo forse oggi più consapevoli degli aspetti più “medici” e preventivi, che devono senza ombra di dubbio essere patrimonio condiviso di conoscenza: per una buona salute sessuale, intesa come benessere generico legato alla sessualità, è infatti necessario essere a conoscenza dei vari metodi contraccettivi e del loro utilizzo così come dei rischi delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST), ed è in effetti ciò su cui maggiormente si punta per diffondere conoscenza. Per diventare, però, veri e propri masters of sex non dobbiamo tralasciare l’aspetto psicologico della sessualità, forse quello preminente e purtroppo spesso molto sottovalutato, bisognerebbe affiancare all’educazione sessuale che facciamo oggi un’educazione sentimentale legata al sesso.

Perché facciamo sesso?

Le dimensioni psicologiche della sessualità sono una componente cruciale del bisogno comune a tutti gli esseri umani, (o quasi… ci riferiamo alle persone asessuali, n.d.r.).

Come dicevamo, la sessualità è uno dei sistemi motivazionali fondamentali della coppia cioè ciò che la tiene insieme, ciò su cui si fonda. Chiaramente, specialmente all’interno delle coppie consolidate, gli aspetti di prevenzione delle IST e gravidanze indesiderate sono certo molto importanti, ma in una fase iniziale di conoscenza reciproca dei partner. Una volta che si consolida la coppia sono aspetti che vengono quasi “dati per scontati” e ciò che diventa prevalente nella dimensione della sessualità sono gli aspetti psicologici. Vorremmo porvi una domanda molto intima a cui, per fortuna, potrete rispondere nell’intimità dei vostri pensieri, senza doverla condividere con nessuno: perché fate sesso con il vostro partner? Quanto è importante il sesso all’interno della relazione? Credete che, un giorno, se per i più svariati motivi doveste smettere di fare sesso con il partner la vostra relazione potrebbe continuare? Può esserci amore senza sesso?

Avete risposto? Bene. Non abbiamo la pretesa di essere dei maghi e di leggere nel pensiero, ma possiamo ipotizzare alcune delle risposte che la maggior parte delle persone darebbe.

La prima risposta tanto banale quanto scontata è: facciamo sesso perché è bello, perché ci piace! Ma noi siamo psicologi e come forse avrete imparato per esperienza diretta non ci accontentiamo di una sola risposta, a un perché ne segue sempre un altro, quindi: perché ci piace?

La gratificazione principale deriva dal senso di intimità, totale connessione e apertura che proviamo nell’atto sessuale con il partner: ci sentiamo tutt’uno con l’altro, profondamente connessi, letteralmente due corpi si fondono in uno. Il sesso ci permette quindi di sperimentare la massima intimità e condivisione con il partner. A questa intimità, già gratificante di per sé, si aggiunge la gratificazione fisica che deriva dall’esperienza sessuale, dall’eccitazione che culmina nell’orgasmo.

Il fatto che la motivazione a fare sesso sia data dalla voglia di un senso di intimità molto forte è dimostrato anche da varie ricerche che collocano l’importanza del sesso nel gestire i litigi e i conflitti: sebbene ci sia una differenza di genere per cui le donne ricorrono al sesso come “strategia di accudimento” quando si sentono in difetto ma anche come sigillo della pace riconquistata e gli uomini invece lo usino più come mezzo per raggiungere la pace, si nota come entrambi lo “sfruttino” (in modi diversi) per riportare nella coppia un equilibrio emotivo e la serenità.

C’è coppia senza sesso?

Abbiamo provato a individuare, in modo molto sommario e per niente esaustivo, quali possono essere alcuni dei motivi principali che ci portano ad intraprendere l’esperienza sessuale con il partner. Vi avevamo fatto poi una serie di domande che vi portassero a riflettere sulla centralità, o meno, del sesso nella relazione di coppia. Per moltissime coppie in effetti il sesso è (per fortuna) una dimensione centrale. Vi sorprenderà però sapere che non solo ci sono alcune coppie in cui il sesso sia “accessorio” quindi presente ma per niente centrale, ma ce ne sono addirittura altre in cui il sesso è del tutto assente. È il caso dei “matrimoni bianchi” in cui la dimensione sessuale è del tutto disinvestita. Si tratta chiaramente di una minoranza di casi. A vostro parere, possono essere definite delle vere e proprie coppie? Forse avrete qualche difficoltà a dare una risposta decisa, se è così ottimo lavoro, siete molto poco giudicanti! Quello a cui possiamo prestare attenzione sono le motivazioni di questo disinvestimento: si tratta di un “accordo” consapevole e volontario che la coppia sancisce e quindi un’esclusione “ragionata” e consapevole della sessualità? O si tratta invece di un’impossibilità di includere la dimensione sessuale poiché questa porta con sé una sofferenza psicologica? Nel secondo caso in particolar modo, chi siamo noi per stabilire che quella non sia una vera coppia? Probabilmente l’intimità e l’affetto che provano reciprocamente è fortissimo, soltanto che non può esprimersi nella sessualità. In realtà anche il primo caso sarebbe da indagare: è davvero difficile che nel 2020 ci siano coppie che stanno insieme per motivi “utilitaristici” escludendo volontariamente il sesso senza che ci sia una sofferenza di fondo ad esso connessa, quindi la differenza, forse, non sussiste.

Avendo già evidenziato quanto la sessualità sia cruciale nella vita quotidiana, di singolo e coppia, è superfluo dire che come psicologi è nostro interesse aiutare queste coppie a riscoprire il piacere della sessualità, affrontando la sofferenza e cercando di superare i problemi di vario tipo che si possono presentare (sono vari i disturbi sessuali nei due sessi, spesso con origine psicologica).

Se immaginiamo la vita di coppia come un ruscello, una delle sorgenti che alimenta questo ruscello è la sessualità: può accadere che un ramo cada proprio sulla sorgente “sessualità” e impedisca all’acqua di fluire per andare ad alimentare il ruscello. Possono verificarsi a questo punto due scenari: le altre sorgenti (l’attaccamento e l’accudimento) si intensificano e compensano la mancanza della terza sorgente o invece non riescono nell’ardua impresa e il ruscello, pian piano, andrà sempre più a diminuire il suo volume, lasciano il letto roccioso sempre più arido. Noi psicologi (insieme ai sessuologi) speriamo di poter intervenire in tempo rimuovendo il ramo e permettendo alla sorgente sessualità di scorrere di nuovo, con un rinnovato vigore.

Bibliografia

  • Masters W. H., Johnson V. E. (1966), Human Sexual Response. Boston, Little, Brown.
  • Panzeri, M. A. R. T. A., Donà, M. A., & Cusinato, M. A. R. I. O. (2006). La sessualità della coppia nel ciclo di vita familiare. Rivista di sessuologia30(2), 1-7.
  • Sheldon, M. S., Cooper, M. L., Geary, D. C., Hoard, M., & DeSoto, M. C. (2006). Fertility cycle patterns in motives for sexual behavior. Personality and Social Psychology Bulletin, 32(12), 1659-1673.

Quando la coppia si separa

È oramai risaputo che i modelli familiari stanno subendo dei cambiamenti rivoluzionari: fino a solo un ventennio fa, la classica famiglia patriarcale la faceva da padrona e tutto ciò che divergeva da questa struttura familiare era considerato una minoranza decisamente atipica.

Oggi invece separazioni e divorzi sono esponenzialmente aumentati: le separazioni dei matrimoni di lunga durata (ovvero superiori ai 17 anni), riguardano ben il 23,5% del totale (Istat, 2018), il doppio di solo vent’anni prima.

La divisione di una coppia all’interno di un sistema familiare comporta numerosi e importanti cambiamenti anche per i figli, che devono adattarsi ad una nuova situazione che non hanno deciso loro. Si fa fatica a spiegare loro i motivi della separazione e non si sa bene come gestire la situazione e quali parole usare. Spesso si cerca di non parlare troppo di ciò che sta avvenendo in famiglia, per paura di farli soffrire; purtroppo però, questa modalità di gestione dei problemi si annovera in quei falsi miti che la nostra cultura ha creato.

Infatti, i bambini si creeranno in ogni caso una teoria della separazione e lo faranno con le informazioni a loro disposizione e col grado di sviluppo cognitivo a seconda della loro età; tutto questo spesso li conduce a darsi fantomatiche responsabilità e a provare un profondo senso di colpa di cui non parlano, ma che esprimono attraverso svariate modalità.

Per quanto dolorosa e complicata possa essere, a volte la separazione è l’unica strada percorribile e si costituisce come il male minore in quelle situazioni dove il conflitto coniugale è molto alto. È doveroso però ricordare che, sebbene ci si possa separare come coppia, non ci si può separare come genitori.

Per quanto doloroso (e fastidioso) bisogna imparare a distinguere la diversità dei due tipi di coppia (quella coniugale da quella genitoriale appunto) e trovare un nuovo modo di gestire i figli in comune, mettendoli al di sopra del conflitto e delle rivendicazioni.

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