Adolescenza & Bullismo

Essere adolescente significa iniziare a capire chi si è, chi si vorrebbe essere e con chi si vorrebbe esserlo.

Per questo il gruppo di amici in adolescenza diventa così importante: attraverso i pari si cerca di capire che cos’altro si può essere, ci si sperimenta. Scelgo un gruppo piuttosto che un altro perché credo che mi piacerebbe farne parte; questo però vuole anche dire che se appartengo a un gruppo non appartengo ad altri e quindi inizio a trovare la mia identità anche in base a ciò che non sono e che non mi rappresenta. Tutto questo è inevitabilmente e comprensibilmente molto stancante, da un punto di vista mentale, psicologico ed emotivo. È talmente stancante che spesso scambiamo l’apatia dei nostri figli adolescenti per banale noia, senza quasi mai considerare che i molteplici cambiamenti che l’adolescenza richiede sono notevolmente stancanti.
Un fenomeno tipico dell’adolescenza, risultato di questa ricerca di appartenenza e di autonomia del ragazzo è sicuramente il bullismo. Si tratta di un comportamento aggressivo e ripetitivo da parte del bullo e dei suoi seguaci, nei confronti di una vittima isolata e non in grado di difendersi. Ovviamente nella vita reale non è così semplice definire e individuare il “bullo” e la “vittima”. La difficoltà nasce dal fatto che le motivazioni e la predisposizione ad acquisire questi ruoli antitetici non sono cristalline come leggiamo sui libri o su internet. Ogni ragazzo è unico e ha un mondo interno irripetibile che rende difficoltoso il banale incasellamento: non si è solo bulli e non si è solo vittime.

Non vi sono segnali d’allarme specifici sul bullismo. Ciò che però è sempre utile fare, è mantenere aperta la comunicazione in famiglia e fare caso a degli elementi di generale disagio del ragazzo, specialmente riguardante le relazioni sociali con gli amici.