Category: Donna

La menopausa

La salute psico-fisica della donna, tra le altre cose appare essere indistricabilmente legata alla funzionalità riproduttiva, i cui cambiamenti sono molteplici dalla pubertà all’età anziana.

Dopo i 40 anni circa la donna si trova a fronteggiare la fase della vita in cui passa dall’avere la possibilità riproduttiva a non averla più. Nei paesi industrializzati la menopausa avviene mediamente intorno ai 51 anni, e costituisce un periodo durante la quale, tra le altre cose, le alterazioni ormonali possono condurre a sperimentare difficoltà emotive e corporee.

Poiché l’aspettativa di vita è aumentata enormemente le donne si trovano a percorrere un periodo della vita sempre più lungo dopo la menopausa, e per molte di esse la qualità di vita diminuisce notevolmente a causa dei disturbi psico-fisici legati a questa fase della vita, a cui si associa una maggiore probabilità di essere esposte a patologie quali diabete, obesità e disturbi vascolari e di sperimentare sintomi psicologici come depressione e insonnia. Tali fattori, inoltre, sono legati a una peggiore performance cognitiva, che influenza negativamente le attività quotidiane e il benessere percepito.

Una delle maggiori difficoltà esperite durante questo periodo di vita riguarda l’accettazione dei cambiamenti corporei e il mantenimento di una soddisfacente vita sessuale. Spesso, inoltre, le donne non sono adeguatamente informate sulla modalità più adeguata con cui affrontare alcuni sintomi della menopausa, e questo limita enormemente la possibilità di farvi fronte.

DEPRESSIONE POST-PARTUM

La depressione post partum è un disturbo che colpisce tra il 7% e il 15% delle neomamme e che ha il suo esordio, generalmente, tra la sesta e la dodicesima settimana di vita del bambino.
L’attenzione a questo disturbo è relativamente recente.
L’idea dominante fino a qualche anno fa era che la nascita di un bambino dovesse coincidere con una sorta di “stato di grazia”. La neomamma aveva ricevuto un grande dono e si pensava che le emozioni che la dovessero attraversare fossero solo gioia e profonda dedizione al nascituro.

In realtà numerose ricerche hanno confermato che le cose non vanno esattamente come sopra descritto. Il momento della nascita di un bambino è un momento molto delicato per tutto l’assetto familiare, ma in particolare per la neomamma che si trova a doversi confrontare con un ruolo finora sconosciuto: quello di genitore. Ma non solo. Oltre ad entrare in questo nuovo ruolo deve integrare anche quelli che le appartenevano prima di diventare mamma: compagna, lavoratrice, amica, ecc. Poi c’è un tema di aspettative su di sé, generalmente piuttosto severe, su come dovrebbe essere nel nuovo ruolo di madre (e qui l’errore non viene contemplato). Ed infine c’è un aspetto strettamente fisiologico che porta a sperimentare con maggior probabilità certe emozioni piuttosto che altre.

In questo quadro si può sviluppare la depressione post partum. Prima di descriverne le caratteristiche principali è bene distinguerla da una reazione piuttosto comune, il cosiddetto baby blues. Il baby blues è un periodo, abbastanza ristretto temporalmente (da poche ore ad alcuni giorni), in cui si registra un calo dell’umore accompagnato da instabilità emotiva. Il carattere transitorio del baby blues (connesso anche al suo aspetto significativamente fisiologico) non costituisce un vero e proprio segnale di allarme. Il campanello di allarme si registra quando il periodo in cui la mamma si sente triste, angosciata, disperata dura per almeno 5 settimane e per la maggior parte delle giornate. Inoltre, si manifesta una spiccata diminuzione di interesse per quasi tutte le attività, anche quelle che prima venivano vissute come piacevoli. Inoltre, possono presentarsi sintomi quali: significativa perdita di peso e/o diminuzione o aumento dell’appetito, insonnia/ipersonnia, agitazione o rallentamento psicomotorio, mancanza di energia, senso di colpa eccessivo, ridotta capacità di concentrazione, pensieri ricorrenti di morte o di suicidio. Oltre a questa sintomatologia c’è la profonda percezione di essere da sola nell’affrontare tutto ciò: o come se nessun altro potesse capire o come se tutto questo non potesse essere rivelato perché ce ne si vergogna. Tutto questo può avere poi ripercussioni sulla relazione madre-bambino. Le madri con depressione post partum tendono ad interagire meno con il proprio bambino e lo fanno generalmente in modo meno affettuoso. 

Quando ci si trova a sperimentare i sintomi sopra citati il primo passo è prenderne consapevolezza. Il secondo è rivolgersi ad uno specialista. Ci sono poi dei passi che possono essere fatti nel mentre: distrarsi, prendersi del tempo per dedicarsi ad attività prima vissute come piacevoli o per uscire con il partner, non rimproverarsi e, soprattutto, non isolarsi.

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